Bonus facciate: un possibile volano per la riqualificazione edilizia

24 Feb 2016

BONUS FACCIATE E FUTURO DELL’ARCHITETTURA

Il bonus facciate, se dovesse diventare un provvedimento di legge, indicherebbe una strada nuova e molto interessante per il prossimo futuro dell’architettura: ristrutturare l’immagine dei palazzi e dei quartieri italiani attraverso la riqualificazione delle loro facciate. La proposta è stata avanzata dal Ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, durante il convegno “Le Pmi e la sfida della qualità – un’economia a misura d’Italia” organizzato a Roma, a metà aprile, da Symbola e dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa (Cna).

DA DOVE NASCE L’IDEA DEL MINISTRO FRANCESCHINI?

Nel 1997, in Francia, il Ministro Andrè Malraux ha ripreso la legge Hausmann che obbligava i condòmini a rifare almeno una volta ogni 10 anni le facciate dei palazzi. Il risultato è stato incredibile: grazie a tale legge città come Parigi, ingrigite dallo smog, sono tornate a risplendere di colori. Sul piano finanziario, laddove i condòmini non fossero in grado di sostenere la spesa, l’amministrazione comunale francese è intervenuta con finanziamenti agevolati e con sgravi fiscali importanti. Cogliendo l’esempio d’oltralpe, il Ministro Franceschini ha proposto la detrazione fiscale del 50-60% delle spese sostenute per il rifacimento di facciate, con un tempo di recupero di due anni per agevolare i cittadini nel rientrare parzialmente dei costi.

Il provvedimento, semmai dovesse diventare realtà, creerebbe “condizioni normative favorevoli a incoraggiare gli investimenti, sfruttando le potenzialità della green economy, valorizzando i settori di attività più strategici, indirizzandoli su prodotti e servizi con elevato valore aggiunto e con maggiore efficienza e sostenibilità”, come ha sottolineato Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa).

QUALI SOLUZIONI ARCHITETTONICHE PER RINNOVARE LE FACCIATE?

Oltre al problema economico di trovare i fondi sia per i singoli cittadini che per le istituzioni, rimarrebbe da definire con quali mezzi, tecnologie e sistemi applicativi riqualificare le facciate.

L’utilizzo, per esempio, di pannelli sandwich costituiti da materiale isolante racchiuso in due lamine di acciaio, permetterebbe non solo riqualificare gli edifici dal punto di vista estetico ma anche energetico, grazie alle proprietà isolanti di questi elementi e alla conseguente riduzione del consumo di energia degli edifici.

Adottare tecnologie evolute significa aumentare l’efficacia dell’intervento anche in termini di durata nel tempo, riducendo così le spese generali di manutenzione delle stesse facciate e i costi di rifacimento che ogni dieci anni peserebbero sulle spalle dei cittadini o delle amministrazioni.

Solo il tempo ci dirà quali considerazioni sono destinate a prevalere e se il bonus facciate resterà solo una proposta.

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