CERTIFICAZIONE LEED: 5 FALSI MITI DA SFATARE

18 Gen 2017
CERTIFICAZIONE LEED: 5 FALSI MITI DA SFATARE

In materia di protocolli LEED c'è ancora molta confusione: vediamo, quindi, di sfatare cinque falsi miti relativi a questa importante certificazione sulla sostenibilità edilizia.

Nata negli Stati Uniti nell'ormai lontano 1993, attualmente è applicata in più di centoquaranta Paesi nel mondo: è la certificazione LEED, Leadership in Energy and Environmental Design, un protocollo volontario per la progettazione, la costruzione e la gestione di edifici sostenibili ed aree ad alte prestazioni energetiche. Creato dall'U.S. Green Building Coulcil, lo standard conta attualmente più di ventimila membri attivi in tutto il mondo che hanno lo scopo di promuovere e sviluppare il concetto globale di sostenibilità, dando un riconoscimento alle performance edilizie più virtuose nelle aree della salute umana e della tutela ambientale.

Nata la certificazione, sono immediatamente spuntate tutta una serie di criticità riguardo la sua attuazione. Vediamo, quindi, i falsi miti sul protocollo LEED che devono essere sfatati.

 

COSTI DI PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE PIÙ ALTI: FALSO!

Una buona progettazione prima dell'inizio dei lavori non significa costi maggiori: una progettazione integrata, infatti, definisce tutti gli aspetti del progetto prima della sua realizzazione, appurandone ovviamente la fattibilità. In questa fase iniziale è fondamentale, nonché obbligatorio, attuare la Prevenzione dell'inquinamento da attività di cantiere per un'attenta e sostenibile gestione dello stesso.

 

LEED CERTIFICA I MATERIALI DA COSTRUZIONE: FALSO!

La certificazione LEED non certifica i materiali, ma si basa su una serie di crediti che tendono a premiare le migliori pratiche in termini di sostenibilità ambientale. I materiali elencati nel protocollo LEED, come quelli riciclati, quelli regionali o quelli rapidamente rinnovabili possono solo contribuire all'ottenimento del crediti per ottenere la certificazione LEED del proprio edificio.

 

NIENTE BANDI PUBBLICI CON LA CERTIFICAZIONE LEED: FALSO!

Il protocollo LEED certifica la sostenibilità degli edifici, quindi, introducendo nei bandi pubblici gli aspetti di sostenibilità ambientale e sottolineando gli obiettivi da raggiungere, vengono già poste le indicazioni sul tipo di intervento che verrà realizzato e, di conseguenza, certificato LEED.

 

LEED AP, IL CERTIFICATORE LEED: FALSO!

Il LEED Ap serve solo a facilitare l'ottenimento della certificazione LEED coordinando le maestranze coinvolte nel progetto per massimizzare le scelte di sostenibilità. Il ruolo di certificatore viene invece espletato dal Green Building Certification Inc che si occupa della verifica della revisione della documentazione. I costi di certificazione variano in base alla dimensione lorda dell'edificio ed al rating con il quale si intende certificare lo stesso.

 

LA CERTIFICAZIONE LEED VALE SOLO PER GLI EDIFICI NUOVI: FALSO!

Il protocollo LEED, ed in particolare LEED v4 entrato in vigore dal 1° novembre 2016, è un sistema flessibile definito per potersi adattare alla specificità dei sistemi edilizi di tutto il mondo. Per questo non si applica solo alle nuove costruzioni, ma anche alle ristrutturazioni e alla manutenzione degli edifici esistenti. Cinque sono i protocolli in uso, ognuno dei quali mira a misurare ed innalzare il livello di sostenibilità di un immobile non solo in fase di costruzione o riqualificazione, ma anche in fase di esercizio:

- Building Design and Construction,

- Interior Design and Construction,

 - Neighborhood Development

- Homes

- Building Operations and Maintenance.

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