Cluster Expo 2015: esempio di progettazione condivisa e strutture a secco

3 Feb 2016

Cluster di Expo 2015, spazi espositivi innovativi, sono ottimi esempi di progettazione condivisa, oltre che di ricorso a strutture a secco. Nelle edizioni precedenti, i Paesi che partecipavano senza un proprio padiglione venivano raggruppati in spazi comuni in base alle aree geografiche. Questo sino all’esperimento positivo di Shangai, dove sono apparsi per la prima volta i Joint Pavillion, anticipatori delle strutture viste a Milano.

I CLUSTER DI EXPO 2015

Durante l’edizione milanese, la funzione principale dei cluster, realizzati totalmente a secco, è stata quella di ospitare alcuni Paesi (i più piccoli) all’interno di uno stesso progetto architettonico, sviluppato però non solo in base alle aree geografiche ma anche intorno a un tema centrale condiviso, valorizzando le peculiarità alimentari e altre caratteristiche degli Stati presenti.

Dal punto di vista strutturale, elemento caratterizzante, oltre all’utilizzo di strutture a secco in legno e acciaio (pannelli sandwich, in lamellareacciaiobambù e teli tecnici), è stato l’impiego di materiali semplici e rivestimenti sostenibili, utilizzati anche per differenziare le varie aree tematiche trattate.

EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI JOINT PAVILLION

Dopo la comparsa all’Expo di Shangai, i cluster si sono evoluti attraverso una progettazione che ha avuto come scopo una migliore e meno dispersiva fruizione degli spazi espositivi complementari. Nello specifico, a Milano, le macro aree sono state definite attraverso la realizzazione di 3 cluster territoriali (zone aride, isole, mare, bio-mediterraneo e cibo) e 6 con funzione tematica (riso,caffè, cereali, cacao, frutta, legumi e tuberi).

Filo logico del progetto è stato l’Invito al dialogo, alla partecipazione e al confronto. Non a caso i progetti selezionati sono il frutto della collaborazione tra importanti e numerose università italiane ed internazionali (per un totale di 18) , le quali hanno partecipato al Cluster International Workshoporganizzato da Expo Milano 2015 in collaborazione con il Politecnico di Milano nel 2012, sotto la supervisione di Matteo Gatto (Direttore del Settore Aree Tematiche di Expo 2015) e da Luisa Collina (Delegata per Expo del Politecnico di Milano) . È possibile affermare che ci si trova di fronte ad uno dei pochi casi in cui studenti (con la supervisione dei docenti e tutor internazionali) hanno visto realizzati i propri progetti, tradotti nell’allestimento dei cluster.

Cuore del workshop era la definizione di spazi espositivi individuali e un’ area comune comprensiva di aree di ristorazione, negozi, eventi e una mostra dedicata al tema specifico del cluster. Grazie all’area comune, è stato possibile concretizzare e valorizzare la partecipazione e la collaborazione dei Paesi.

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