Energia Zero, la casa che si raffresca con il ghiaccio

26 Apr 2017
ENERGIA ZERO, LA CASA CHE SI RAFFRESCA CON IL GHIACCIO

Gli impianti ad energie rinnovabili del terzo millennio? Saranno in grado di stoccare ghiaccio da utilizzare per rinfrescare le abitazioni in estate!

Erano i primi anni del 2000 quando si è cominciato a pensare a come servirsi degli impianti ad energia rinnovabile non solo per la produzione di energia immediatamente utilizzabile per il fabbisogno domestico. In assenza di dispositivi di stoccaggio, ci si chiedeva come utilizzare l'energia eolica durante la notte e come rendere disponibile quella solare per impiegarla nei periodi di picco, come ad esempio in estate, quando è necessario raffrescare la propria abitazione con i condizionatori ed i consumi vanno alle stelle.

Tra i migliori, e più innovativi progetti posti in essere, ormai datato settembre 2013, il primo sistema di storage di ghiaccio accoppiato con un impianto eolico completato all'interno del Dundalk Institute of Technology, il campus universitario di Louth, in Irlanda, dove è stato installato uno speciale serbatoio di ghiaccio in grado di accumulare l'eccesso di energia eolica prodotta di notte per successivamente rinfrescare le aule scolastiche durante il giorno. Nei sotterranei del campus, quindi, erano stati installati otto serbatoi per lo stoccaggio del ghiaccio da 6,25 m3 l'uno: il sistema era, così, in grado di attivare il refrigeratore nei momenti di eccesso di produzione di elettricità, sciogliendo il ghiaccio durante le ore diurne.

 

IL RAFFRESCAMENTO NEL 2017: CHE FARE?

La trasformazione dell'energia in ghiaccio da utilizzare durante l'estate per il funzionamento dei condizionatori è un'idea tornata in auge, anzi, probabilmente una delle prossime sfide della green economy mondiale!

«Tutto ruota attorno a due punti - spiega Lloyd Alter, docente della Ryerson University School of Interior Design ed ex presidente dell’Architectural Conservancy dell’Ontario -. Il primo è la necessità di far fronte in modo efficiente ai momenti di picco di consumo energetico. Il secondo punto è che è possibile stoccare l’energia in molte forme, e una di queste è il ghiaccio. Penso alla cosiddetta Sunbelt, la “cintura del sole”, cioè a quegli stati situati nella parte meridionale degli Usa, dalla California alla Florida. Qui uno dei principali vettori di consumo elettrico è il condizionamento, che si mangia il 40 per cento dell’elettricità durante i picchi estivi... Mentre potremmo non essere in grado di stoccare la luce del sole – ragiona Alter – siamo in realtà in grado di stoccare il freddo, sotto forma di ghiaccio.»

 

GLENDALE, CALIFORNIA, DOVE DAL 2010 LA CLIMATIZZAZIONE FUNZIONA CON IL GHIACCIO

Dal 2010 la città di Glendale, in California, ha iniziato a convertire i surplus di energia elettrica in ghiaccio. Questo era prodotto durante la notte, quando la richiesta di energia elettrica era bassa, e utilizzato in seguito per far funzionare gli impianti di condizionamento durante le ore più calde, ossia quando il consumo per il raffrescamento era maggiore.

Negli edifici pubblici della città, circa 28, sono, infatti, stati modificati gli impianti di condizionamento, ai quali è stato inserito un apparecchio, chiamato Ice Bear, in grado di produrre circa 1.700 litri di ghiaccio durante la notte. Nel giro di due anni sono stati installati 6.000 dispositivi, per un totale di 1.500 località: ciò ha portato ad un immagazzinamento di 53 Megawatt di energia.
Si ritiene che con questo sistema si possa ottenere un risparmio energetico fino al 95 per cento, anche se permangono tuttora dubbi sulla quantità di energia necessaria alla produzione del ghiaccio... e di conseguenza sul reale, attuale, risparmio.

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