Isopan sostiene Save the Children in collaborazione con la collezione d'arte contemporanea "di Gropello"

27 Giu 2017
Da una collezione straordinaria che negli ultimi trent’anni (1987–2017) si è arricchita di oltre trecento opere d’arte contemporanea, per la mostra ne sono presentate 48.

Da una collezione straordinaria che negli ultimi trent’anni (1987–2017) si è arricchita di oltre trecento opere d’arte contemporanea, per la mostra And What, for Example, Am I Now Seeing? ne sono presentate 48. Questa scelta è nata dalla capacità di ogni lavoro di autodisporsi - titolo della famosa opera di Boetti e sottotitolo della mostra - e cioè di trovare un collocamento razionale all’interno della struttura dell’esposizione contribuendo attivamente al fine del progetto. Grazie al loro forte impatto, queste opere sono in grado di catturare l’attenzione e instaurare con lo spettatore un rapporto intimo e personale. Questo percorso offre la possibilità di imparare a vivere l’arte in modo diverso, abbandonando la frenesia dell’occhio che scorre sempre troppo veloce sulle cose, per lasciarsi trasportare dall’esperienza visiva e, alla fine, documentarsi e confrontarsi con le proprie impressioni e le proprie idee. Seguendo un criterio “classico” la mostra si articola nelle sezioni Disegno, Pittura, Scultura, Fotografia, Altri Media.

Il titolo And What, for Example, Am I Now Seeing? tratto dall’opera dell’artista concettuale americano Joseph Kosuth e basata sulle definizioni del Trattato Logico-Filosofico di Ludwig Wittgenstein, diventa un invito per lo spettatore a osservare le opere e riflettere liberamente sul loro significato nel tentativo di creare un dialogo diretto tra i lavori e il pubblico. La mostra si sviluppa in tre momenti distinti in cui l’opera si svela a chi la osserva: visita silenziosa, visita con suono e visita didattica.

Nelle sezioni Disegno, Pittura e Fotografia si svolge la visita silenziosa – il silenzio è una sorta di homage alla pratica artistica di Marina Abramovic. Qui si richiede al pubblico di spegnere tutti i device personali, di non scattare fotografie né video e di indossare una cuffia antirumore per non ricevere alcuna interferenza esterna. Nelle sezioni Scultura e Altri Media si articola la visita con suono e a chiusura del percorso nella sezione didattica sono spiegate nel dettaglio tutte le opere secondo la visione del collezionista. In quest’Era Digitale, in cui l’informazione raggiunge un terzo della popolazione globale alla velocità di internet, si crea probabilmente un corto circuito tra le opere della generazione degli artisti, nati in un mondo “pre-internet”, con i modelli della generazione Z del nuovo millennio. L’intento dei curatori è quello di verificare se un’opera d’arte contemporanea resta attuale e cioè ancora capace di mantenere il suo istantaneo potere seduttivo in grado di conquistare anche l’attenzione delle nuove generazioni-digitali. La sezione didattica si rivolge specificatamente all’approfondimento di questo tema con le scolaresche essendo la mostra essenzialmente concepita e finalizzata con intento didattico. All’inizio del percorso espositivo verrà consegnato un quaderno su cui poter appuntare le proprie osservazioni che saranno raccolte nella sezione didattica al fine di testimoniare le esperienze vissute e il dialogo creatosi tra il pubblico e le opere in mostra.

 

OPERE IN MOSTRA DEI SEGUENTI ARTISTI:

MARINA ABRAMOVIC, AI WEIWEI, CHARLES

AVERY, JOHN ARMLEDER, MASSIMO BARTOLINI,

SIMONE BERTI, ALIGHIERO BOETTI, CELESTE

BOURSIER-MOUGENOT, CHRISTOPH BUCHEL, CAI

GUO-QIANG, MAURIZIO CATTELAN, CHEN ZHEN,

WILLIAM CLIFT, BERLINDE DE BRUYCKERE, GINO

DE DOMINICIS, GIULIO DI GROPELLO E DANIEL

LAPIGUINE, ELMGREEN & DRAGSET, TANO FESTA,

GIUSEPPE GABELLONE, GAO XINGJIAN, KENDELL

GEERS, LIAM GILLICK, THOMAS GRÜNFELD,

CARSTEN HÖLLER, NORMA JEANE, TIM KNOWLES,

JOSEPH KOSUTH, ARMIN LINKE, ALDO MONDINO,

LUIGI ONTANI, HANS OP DE BEECK, DIEGO

PERRONE, PAOLA PIVI, PIETRO ROCCASALVA,

SERSE, KIKI SMITH, ETTORE SPALLETTI,

PASCALE MARTHINE TAYOU, OLAV WESTPHALEN.

 

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