Linz e “SolarCity”, sostenibilità alla luce del sole

29 Gen 2015

Tra le azioni di governo del territorio più complesse per un’amministrazione comunale, lo sviluppo urbanistico ricopre un ruolo fondamentale e critico per la salute e per il futuro della comunità. La realizzazione di nuove lottizzazioni in Italia è spesso vista come una mera fonte di guadagno per le casse comunali sempre più vuote, le quali non permettono di realizzare progetti di salvaguardia del territorio e recupero dell’esistente a lungo termine.

Per l’amministrazione, la possibilità che investitori realizzino nuove lottizzazioni rappresenta una duplice occasione: da un lato il realizzare di opere pubbliche e dall’altro lo sfruttamento degli oneri pagati per la costruzione degli edifici. Il problema è che tale fenomeno ha caratterizzato gli anni d’oro della speculazione edilizia e difficilmente si ripeterà nel prossimo futuro. Ma il vero problema è chela speculazione selvaggia ci ha regalato molti edifici inutilizzati, che non aiutano la socializzazione e di fatto non sono performanti dal punto di vista energetico, quindi non appetibili in termini di mercato.

Da questa base critica è doveroso segnalare quelle comunità-amministrazioni che invece si sono distinte o si stanno mettendo in luce per progetti di sviluppo urbanistico “partecipati”, ovvero dove gli abitanti partecipano nella definizione delle problematiche e nella scelta delle possibili soluzioni (si possono trovare casi a Torino , Milano, Bologna, Modena e più recentemente a Brescia con il progetto Violino e Terzo settore).

I risultati sono spesso stupefacenti per la loro economicità ed efficacia e, fortunatamente, gli esempi che alcune amministrazioni nostrane stanno mettendo in campo iniziano a dare frutti. A livello internazionale, in Austria, è bene segnalare il caso della città di Linz con il progetto SolarCity che merita particolare attenzione sia per la sua precocità in termini temporali sia per i risultati sino ad oggi conseguiti.

Il progetto si basa prima di tutto sul ruolo di regia, definito anche project management, che l’amministrazione pubblica ha tenuto sin dall’inizio dei lavori e successivamente sulla lungimiranza dimostrata dalle scelte intraprese. Il progetto nasce con la cessione a prezzi vantaggiosi di terreni a società no-profit, tra le quali l’Austrian Federation of Non-Profit Housing Associations, fondata nel 1946 che si compone di cooperative senza scopo di lucro, le quali realizzano edifici a prezzi contenuti. Queste hanno investito i soldi risparmiati, nell’aumento significativo della sostenibilità, del confort e del valore sociale degli edifici da realizzare. Risparmio energetico, sfruttamento delle risorse naturali rinnovabili, valenza educativa e prezzi accessibili diventano di fatto i “pilastri” dei nuovi edifici.

La fase di progettazione architettonica, iniziata nel 1994 ed incentrata sull’area diPichling (posizionata a 7 km sud dal centro cittadino)  è stata curata dall’ urbanista austriaco Roland Rainer affiancato da nomi illustri quali Thomas Herzog, Richard Rogers, Renzo Piano, Norman Foster, Norbert Kaiser e dal paesaggista Peter Latz, raggruppati ed identificati dal nome READ, acronimo diRenewable Energies in Architecture and Design. Tra il 1996 e il 1998 grazie anche a finanziamenti europei, la città di Linz propose concorsi di architettura per il completamento del progetto SolarCity.

Nel 2003 sono avvenuti i primi insediamenti e grazie a questi si è iniziata la fase di creazione di servizi di prima necessità e la delle attività commerciali-pubbliche, insieme ai mezzi di trasporto e quant’altro necessario al normale svolgimento della vita di quartiere. Ad oggi nel quartiere vivono 4.000 abitanti circa, ma il progetto è dimensionato per ospitarne 25.000. Gli edifici sono orientati per massimizzare l’irraggiamento solare, sono composti da moduli compresi tra 2 e 4 piani ed il rapporto spazio pieno e spazio verde garantisce ottimi livelli di confort e vivibilità.

 

Anche gli edifici commerciali, culturali e pubblici sono realizzati secondo criteri “passivi” precisi, dove il sole non solo scalda e porta luce ma alimenta anche gli impianti fotovoltaici e solari termici posti sulle coperture. Il materiale maggiormente impiegato è il legno, facilmente reperibile, riciclabile e altamente performante dal punto di vista dell’efficienza energetica, il quale ha permesso, assieme ad un’accurata progettazione, il conseguimento di edifici  con un consumo energetico ridotto. A ribadire il concetto di sostenibilità, la progettazione dei nuovi edifici infatti, è basata sul conseguimento di una domanda energetica finale che non deve superare i 44kWh/mq anno; attualmente il risultato ha superato le aspettative grazie ad un fabbisogno medio di 36kWh/mq anno.

Anche la qualità estetica è importante, diversifica i vari isolati e permette una migliore integrazione della popolazione, la quale è in grado di sviluppare un senso di appartenenza importante. I mezzi di trasporto, facilmente raggiungibili dalle abitazioni, connettono SolarCity con la città di Linz ed i laghi circostanti in maniera capillare, riducendo notevolmente le emissioni legate al trasporto privato.

Cuore nevralgico di SolarCity è una rete sotterranea complessa, composta da centraline ed impianti che sfruttano l’energia solare per produrre elettricità e acqua calda (circa il 50% del fabbisogno è coperto dai pannelli solari), grazie ad una rete di teleriscaldamento efficiente e integrata ad una recente centrale termoelettrica a biomassa, l’85% circa dei consumi è coperto da fonti rinnovabili. I sistemi tecnologici sotterranei sono in grado di regolare anche funzioni integrative, come la separazione delle acque di scarico che opportunamente filtrate e trattate vengono convogliate verso i campi agricoli della zona.

Infine due sono le componenti che permettono il regolare funzionamento di SolarCity: il primo sono i nodi multifunzionali, definiti da Herzog come“magneti sociali del quartiere, veri e propri contenitori interattivi che riuniscono i servizi e le attrezzature pubbliche quali la biblioteca, le scuole, il presidio sanitario, banche e negozi. Ogni “magnete sociale” è facilmente raggiungibile a piedi o tramite mezzi, scoraggiando di fatto l’utilizzo dell’auto.

Il secondo e forse più critico riguarda il comportamento degli abitanti, i quali devono contribuire attivamente alla gestione non solo della propria proprietà ma anche ad una parte degli spazi pubblici. Il contributo apportato dai cittadini è fondamentale per la riuscita del progetto SolarCity: non bisogna dimenticare che altri progetti famosi ed altrettanto avveniristici, sono tristemente falliti per la negligenza degli occupanti e soprattutto per la pessima regia dell’amministrazione.

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