Padiglione della Repubblica Ceca a Expo 2015: tra linee essenziali, richiami alla natura e modularità

26 Ott 2015

IL PADIGLIONE DELLA REPUBBLICA CECA AD EXPO2015 E LA SUA STRUTTURA

A una settimana dalla chiusura di Expo Milano 2015, se siete tra gli irriducibili che non si lasciano spaventare dalle lunghe code, non fatevi sfuggire l’occasione di vedere dal vivo il padiglione della Repubblica Ceca: è tra i pochi completamente aperti, e quindi facilmente accessibili nonostante il pienone di visitatori.

Il padiglione della Repubblica Ceca ha battuto sul tempo tutti gli altri. Completato in soli tre mesi di lavoro, grazie ad un investimento di 8 milioni di euro ed un progetto accattivante messo a punto dai giovani architetti Pavel Hruza, Michal Kristof e Ondrey Chybik, pone le proprie basi sulla forte relazione che la Repubblica Ceca ha con l’acqua e la sua gestione, sia per scopi agricoli che ludico-termali. Per quanto concerne questo secondo ambito, i Cechi vantano una tradizione risalente agli anni Trenta del ’900, periodo caratterizzato anche dallo sviluppo del Funzionalismo in architettura, che privilegiava linee semplici e squadrate. Le stesse che ritroviamo nella struttura del padiglione.

Quello ceco è l’unico spazio ad essere circondato su due lati dal canale che scorre all’interno di Expo. L’acqua, dunque, è un elemento molto presente e, laddove non c’è, non mancano i richiami ad essa, sottoforma di riflessi di luce prodotti da fasci di fibra ottica che come una cascata di luce illuminano il vano scala. Forte attenzione è stata poi dedicata alla riciclabilità e alla sostenibilità ambientale dell’edificio, grazie ad una struttura in acciaio bianco modulare e componibile, nonché smontabile.

Il leitmotiv acqua torna nella piscina e nella scultura che ricorda la fauna e la flora tipiche dei tre grandi fiumi che attraversano la nazione. La scultura dell’artista Lukáš Rittstein, a seconda della prospettiva, appare come una macchina o come un grosso uccello dai colori sgargianti. A bordo vasca i visitatori di Expo possono rilassarsi e riposare e magari rinfrescarsi un po’, oppure godere dei tanti eventi in programma.

Altro richiamo naturalistico è la foresta boema riprodotta al primo piano, un vero e proprio spazio relax per recuperare le energie all’ombra delle piante sistemate in terrazza.

La sostenibilità e la riciclabilità sono alla base dell’intero progetto, tanto che al termine della manifestazione il tutto sarà smontato in quattro settimane. Il padiglione della Repubblica Ceca, una volta ritornato in patria, prenderà di nuovo vita sotto forma di asilo modulare, mentre la piscina sarà reimpiegata nell’ambito di un progetto di recupero e valorizzazione dei lungofiumi di Praga.

L’IMPORTANTE CONTRIBUTO DI ISOPAN

pannelli Isopan sono uno degli elementi chiave dell’intera struttura. Per termoisolare in maniera ottimale l’edificio, infatti, la Koma Modular, principale produttore ceco di strutture modulari, si è affidata alla ditta italiana scegliendo Isoparete Plissé«Ci piacciono i pannelli sandwich – spiega Slamecka, project manager Koma – per la libertà di design e di spessore del muro che offrono e per le grandi capacità di isolamento termico. Ed abbiamo scelto Isopan perché si è dimostrato un partner sempre affidabile e disponibile». Vedi l’intervista completa.

Dotato di giunto con incastro maschio-femmina e fissaggio passante nascosto, Isoparete Plissé è caratterizzato da un design elegante grazie alla micro nervatura della lamina di superficie. La soluzione rende completamente invisibili le viti di fissaggio dando alla parete una gradevole continuità alla vista e valorizzando l’”armatura” in acciaio che riveste il padiglione. Costituito da due lamiere, il pannello è provvisto di un un’anima isolante in poliuretano che garantisce la funzione termoisolante. Oltre ad un alto indice di isolamento termico, assicura un’elevata tenuta all’aria.

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