Rinnovabili: l'Unione Europea ha fissato al 32% la quota da raggiungere entro il 2030

5 Lug 2018
Impianto eolico_green energy

Rivisti al rialzo gli accordi europei sulla green energy: la speranza è quella di arrivare entro il 2030 al 35%. Nel frattempo Manni Group ha ridotto le emissioni delle proprie aziende italiane nel solo 2017 del 31% con l’acquisto di energia verde.

Precedentemente fissato al 27%, il nuovo accordo 2018 raggiunto dal Consiglio e dal Parlamento europei ha portato al 32% entro il 2030 la quota di energie rinnovabili a livello UE, da ridiscutere nel 2023. Il nuovo accordo ha fissato la quota delle rinnovabili al 14% nel settore dei trasporti e al 3,5% in quello dei biofuel prodotti da residui, oltre ad introdurre dei criteri di sostenibilità anche per quanto riguarda l'utilizzo delle biomasse derivanti dalle foreste.

Una notizia interessante, se si considera che solo nel 2014 i leader europei si erano accordati per un meno impegnativo 27% di quota di energie rinnovabili: in questo modo, come riferito da Sergio Costa, Ministro dell'Ambiente, «i cittadini europei potranno diventare produttori di energia cambiando così il modello produttivo energetico, ad oggi in evoluzione verso la produzione delle energie pulite. Questo è testimoniato anche dall’incremento del 4% delle nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico nelle Regioni italiane. Un incremento, questo, che ci impegniamo a portare avanti rafforzando la filiera e provando a colmare le lacune degli ultimi anni, consentendo alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale».

MANNI GROUP CONTRIBUISCE AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI 2030

In questo nuovo contesto europeo vale la pena sottolineare gli eccellenti risultati già conseguiti da Manni Group che nel 2017 ha visto una riduzione del 31% delle emissioni totali di gruppo, risultato delle 2.724 tonnellate di CO2 non emesse nell'atmosfera grazie all'utilizzo di energia pulita da parte delle controllate italiane, da aggiungersi alle 3.857 tonnellate di CO2 risparmiate grazie alle precedenti installazioni di impianti a fonti rinnovabili nelle sedi del Gruppo. Ottimi anche i primi risultati del piano di efficientamento energetico. Positivi soprattutto i dati relativi a Manni Sipre, che ha fatto registrare un -8,8% e a Manni Inox, che ha chiuso il 2017 con un -3,8% di emissioni specifiche per ciascuna unità di prodotto.

TUTTI I CONTENUTI DELL'ACCORDO

Siglato a metà giugno scorso, l'accordo nella sua totalità prevederà sia il nuovo obiettivo di energia rinnovabile al 32% entro il 2030, sia la creazione di un quadro normativo chiaro e certo sull'autoconsumo, l'innalzamento degli obiettivi per i settori trasporto e riscaldamento, il miglioramento della progettazione della green energy e la semplificazione delle procedure amministrative.

AUTOCONSUMO ENERGETICO

Per quanto riguarda l’autoconsumo energetico, gli esponenti della Commissione, del Parlamento e del Consiglio hanno riconosciuto la possibilità per i cittadini, le comunità locali, le piccole aziende e le cooperative di generare, consumare, accumulare e vendere energia rinnovabile, senza essere colpiti da tasse gravose. In questo caso gli impianti per l’autoconsumo fino a 25 kW di potenza saranno esenti dagli oneri di rete, una misura che certamente favorirà l’installazione di sistemi fotovoltaici sui tetti, sia degli edifici residenziali che su quelli commerciali.

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